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questa foto é stata scattata da Christian, un ragazzo che lavora presso la LIFT impianti di LIMONE, che é riuscito a immortalare uno dei "nostri" lupi con il telefonino... |
"La vita degli spettacoli naturali sta nel cuore degli uomini: per vederla bisogna sentirla" J.J. Rousseau E noi de la Frontera abbiamo avuto l'immensa fortuna di "sentirla" per ben due volte, complice il lungo e rigido inverno che ha spinto una famiglia di tre lupi fino al vallone S. Lorenzo, proprio sulle piste da sci di Limonetto. L'incontro é stato memorabile: prima la femmina a bordo bosco, osservava incuriosita le poche macchine sul piazzale del parcheggio, poi il maschio alto e potente é sfrecciato proprio davanti ai nostri occhi! Un'emozione incredibile: tutti eravamo in preda ad uno stato euforico quasi delirante. I lupi sono finalmente tornati sulle nostre Alpi! Un secolo fa, infatti, qui si sono estinti bersaglio di un totale e selvaggio accanimento umano: tagliole, doppiette e bocconi avvelenati hanno così sterminato gli ultimi esemplari delle Alpi Marittime. Poi, nel 1992, giunge la notizia: il lupo é tornato, avvistato non lontano dal Col di Tenda a monte di St.Martin-Vésubie, larea protetta che tutela il versante francese della catena. Da allora gli avvistamenti si sono moltiplicati, sullo spartiacque tra Italia e Francia, dove si estende il Parco Naturale delle Alpi Marittime, gemello del Mercantour. Dal 1994 la Regione Piemonte finanzia un Progetto lupo che tiene monitorata la specie, studiando gli spostamenti, gli usi alimentari e landamento demografico dei branchi. Questo progetto riguarda tutto il territorio piemontese e coinvolge sette studiosi della materia, coordinati da una biologa di Cuneo, Francesca Marucco, che dopo essersi occupata della specie in America è tornata in patria. Ora Francesca passa quasi tutto il suo tempo in montagna, sbinocolando e cercando tracce dei predatori, soprattutto quando il terreno è innevato e le impronte sono più evidenti. Lo scorso inverno, dopo il nostro avvistamento, é venuta a trovarci insieme alla sua équipe, perlustrando tutta la zona circostante in cerca di tracce ed escrementi che puntualmente ha trovato! La ricercatrice ci ha quindi spiegato che questo è un ripopolamento spontaneo: i lupi appenninici si sono espansi e seguendo le montagne sono giunti sulle alpi. Alcuni, anzi, sono andati ben oltre finendo addirittura in Svizzera. Il lupo percorre distanze lunghissime spostandosi velocemente, e l'area intorno ai parchi del Mercantour e dell'Argentera rappresenta un luogo adatto per la ricchezza di prede (camosci, stambecchi, caprioli), l'habitat puro e la blanda presenza umana. Sfatiamo una volta per tutte il pregiudizio che ha sempre condizionato il rapporto tra uomo e lupo: il lupo é un fiero predatore quasi mai preda, feroce e sicuro del suo istinto infallibile, ma quando incontra l'uomo o tracce di civiltà vi assicuro che diventa timido e impaurito, memore inconscio della umana pericolosità. Non pensate quindi che viva pensando di attaccare l'uomo o il bestiame! Malgrado fiabe e leggende lo dipingano come terrore degli ovili, in realtà il lupo attacca le pecore solo raramente. Il rapporto firmato nel 2007 dalléquipe della Marucco parla chiaro: il novanta per cento dellalimentazione dei lupi cuneesi è costituito da camosci e caprioli che talvolta superano da soli lottantaquattro per cento dellalimentazione complessiva. Le pecore, per alcuni branchi, non raggiungono luno per cento. Innegabilmente gli attacchi ci sono ma rappresentano una quantità di capi ovini minima, se rapportata al vasto territorio e alla forte presenza di greggi allo stato brado. In ogni caso i danni patiti dagli allevatori vengono risarciti: quindi la persecuzione dei lupi come nocivi è del tutto ingiusta e ingiustificata. Ora i lupi che vagano sul Col di Tenda hanno un cognome: "delle Meraviglie"... e meraviglioso é il loro sguardo, maestoso e regale sempre, messaggero di antiche e nuove sfide.
PER SAPERNE DI PIU':
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"Il mondo ha bisogno del sentimento di orizzonti inesplorati, dei misteri degli spazi selvaggi. Ha bisogno di un luogo dove i lupi compaiono al margine del bosco, non appena cala la sera, perché un ambiente capace di produrre un lupo é un ambiente sano, forte, perfetto". G. Weeden
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